Agordo nel cuore delle Dolomiti

Villa o Palazzo Crotta – De’ Manzoni

Palazzo De' Manzoni

Nel XIV al posto del palazzo Crotta – De’ Manzoni c’erano i terreni, le case e le stalle dei nuclei famigliari più abbienti della valle: i Pietriboni e i Paragatti. I primi commercianti, i secondi industriali.
Essi cedettero i loro diritti e i loro possedimenti al commerciante lombardo Francesco Crotta, non potendo resistere alle lusinghiere offerte di denaro sonante.
Francesco voleva costruire la sua reggia proprio in quel luogo, e così fece.
Il risultato fu e rimane uno dei più bei esempi di villa veneta in provincia di Belluno, frutto di vari interventi succeduti nei secoli.

La Torresella

Nella seconda metà dell’800 venne inoltre realizzata, a sud, una nuova struttura chiamata “torresella” che doveva rappresentare un punto elevato per ammirare l’edifico e il panorama di Agordo.
Le arcate delle finestre di questa struttura poggiano su colonnine che comunicano tra loro con un archetto portante ogivale e convesso (arco a fiamma) trilobato. Sopra ogni colonnina c’è una mascherina decorativa e addobbi geometrici e floreali.
Ad Agordo l’edificio è conosciuto anche come la “pica” perché durante l’occupazione austrica vi era stata disposta una forca per le impiccagioni.
Quando la famiglia Crotta cadde in disgrazia, tutti gli averi furono rilevati dall’amministratore dei beni di famiglia, tale Giuseppe Manzoni, il cui erede, Antonio, riuscì perfino ad ottenere il titolo nobiliare trasformando il suo cognome in De’ Manzoni.
Pochi sanno inoltre che la villa-palazzo presenta una serie di gallerie sotterranee, ora chiuse, che comunicavano con diversi edifici del paese.

Torresella

Le miniere di Val Imperina

Miniere Val Imperina

Agordo emana un’atmosfera impossibile da percepire in altri paesi delle dolomiti.
Il suo carisma è legato indissolubilmente alla storia, unica nel suo genere, delle miniere di Val Imperina.
Poco prima di raggiungere Agordo, infatti, ci si imbatte nelle rovine del sito minerario. Difficilissimo non venire colti da curiosità e meraviglia osservando gli antichi stabilimenti ormai abbandonati che un tempo erano una delle maggiori fonti di ricchezza per il paese.
Tuttavia, vestigia dell’antico sodalizio rimangono tutt’ora.

Prima del centro si può trovare infatti un cartello con la scritta “Istituto Minerario” che si riferisce a una scuola professionale ancora esistente e operante sul territorio.
E non è un caso che, nella piazza centrale di Agordo, la parola “miniere” sia diventata anche il nome di uno dei locali che vi si affacciano, senza contare la lapide di Friedrich Mohs, un mineralogista tedesco inventore nel 1812dell’omonima scala di durezza ancora utilizzata per individuare e catalogare i minerali.
Nella chiesa arcidiaconale inoltre, trovano posto una pala e un altare dedicati a Santa Barbara, protettrice dei minatori.
Infine, ad Agordo esistono Museo Mineralogico e Paleontologico e un Museo dell’arte Mineraria.

Miniere Val Imperina

La chiesa arcidiaconale di Agordo.

Chiesa di Agordo

Papa Pio IX, con la bolla del 18 agosto 1863 elevò a dignità perpetua abaziale la chiesa Arcidiaconale di Agordo. Una consacrazione riservata a poche chiese.
L’edifico sacro è dedicato alla Natività di Maria e durante tutto l’anno, grazie alle sue inestimabili e uniche caratteristiche, è meta di continue visite da parte di turisti, fedeli e studiosi della storia dell’arte.

Oratorio di San Vincenzo

La frazione Prompicai si trova sulle pendici del Monte Framont.
Il Santuario San Vincenzo Ferrer lo troviamo lungo la stradina che attraversa Prompicai che corre parallelamente alla statale 20. E’ circondato da alte vette come l’Agner e la Moiazza.
Ai gesuiti di deve la forte devozione verso S.Vincenzo Ferrer, in particolare durante il ministero pastorale dell’alrciprete Paolo Regozza. Nato nel 1350 a Valenza S.Vincenzo fu un domenicano. Sostenitore del papa  avignonese Clemente VII durante lo scisma d’Occidente egli lasciò la sua carica di maestro del sacro palazzo per dedicarsi anima e corpo alla predicazione riscuotendo un successo notevole.
S.Vincenzo venne canonizzato da Papa Pio II nel 1458.Oggetto di culto particolare in questa chiesa è il quadro sopra l’altare maggiore che rappresenta S.Vincenzo Ferrer con S.Lucano e Vergine con Bambino, l’opera risale al 1803 dell’artista Domenico Zanchi. San Vincenzo viene qui presentato con la lingua di fuoco sopra la testa che sta ad indicare l’ardore della sua predicazione.

Oratorio  S. Vincenzo

Leggenda di Agordo

Una leggenda racconta che la valle agordina, migliaia di anni fa, fosse sommersa dall’acqua. Un giorno un bimbo cadde per sbaglio nell’immenso lago, facendo perdere le sue tracce.

Gli abitanti di Agordo lo cercarono per giorni e giorni senza riuscire a trovarlo.

Disperati, i genitori si rivolsero a San Martino. Egli tagliò con la sua spada una porzione delle rocce che circondavano la vallata. L’acqua defluì velocemente verso il mare fino a scomparire.

Il bambino giaceva sul fondo, miracolosamente vivo. I genitori lo riabbracciarono piangendo. In paese si festeggiò per gironi.

Da allora l’acqua rimasta nella conca formò il torrente Cordèvole, che tutt’ora scorre lungo quei pendii.

Dell’antica spaccatura rimane il Sasso di San Martino, un pinnacolo roccioso isolato che dimora a sud.

Questa leggenda simboleggia il comune di Agordo e i suoi luoghi e riassume la magia e il senso di meraviglia che sopravvivono ancora ai nostri giorni.

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